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Il consueto appuntamento con il consuntivo legato alle attività mensili dell’Ente stavolta sfuma nella storia. Una storia scritta a più mani, dalle nostre meravigliose atlete e dai nostri fantastici atleti, ed entrata di diritto nel firmamento olimpico.

I Giochi di Milano Cortina 2026 ci hanno regalato il record di podi di tutti i tempi a livello invernale: 30 perle, incastonate una sull’altra, capaci di migliorare il precedente primato (20) di Lillehammer 1994. Dieci ori, 6 argenti e 14 bronzi, un’emozione continua che vive di un’eccellenza declinata in senso orizzontale, con 10 discipline su 16 a medaglia.

Il modo più significativo per onorare la quarta edizione a cinque cerchi di sempre ospitata nel nostro Paese. È stata una vittoria del gioco di squadra sinergico con FISI e FISG, coordinato mirabilmente dalla Preparazione Olimpica del CONI e dall’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, reso memorabile da tutti gli interpreti che hanno contribuito al successo di questa missione diventata leggenda.

Non esistono aggettivi adeguati a qualificare le imprese delle campionesse e dei campioni che hanno saputo far sventolare il tricolore sul tetto del Mondo, regalandoci un esempio che è motivo di orgoglio e insieme d’ispirazione per le nuove generazioni. 

Rivolgo un ringraziamento particolare, oltre alle articolazioni dell’Ente già citate, agli staff tecnici, nonché a quelli sanitari e logistici, ai Gruppi Sportivi Militari e ai Corpi dello Stato e a chiunque abbia valorizzato la missione mettendo la propria professionalità e il proprio senso di appartenenza al servizio del successo collettivo, permettendoci di affrontare positivamente le sfide di questi Giochi diffusi sul territorio.

Un abbraccio particolarmente affettuoso, con le più sincere congratulazioni, va ai due Presidenti Federali, Flavio Roda e Andrea Gios, e al Segretario Generale del CONI e Capo Missione, Carlo Mornati.

Voglio infine ribadire i sensi della nostra immensa gratitudine, a nome dell’intero movimento, al Presidente della Repubblica, Mattarella, che ci ha sempre garantito la sua vicinanza, gratificandoci con la sua presenza costante e appassionata.

Le vittorie ottenute hanno conferito prestigio al Paese, offrendo l’immagine migliore dell’Italia nel mondo.

Sono successi che si riflettono nei numeri, impreziositi da tante prime volte. La prima volta con quattro portabandiera, tra l’altro tutti e quattro a medaglia: Federico Pellegrino col bronzo nella staffetta e nella team sprint; Federica Brignone con l'oro nello slalom gigante e nel super-G; Amos Mosaner col bronzo nel doppio misto di curling e Arianna Fontana con l'oro nella staffetta mista 2.000 metri e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile 3.000 metri.

Arianna Fontana ha raggiunto quota 14 medaglie olimpiche, diventando l’atleta italiana più medagliata di sempre. Francesca Lollobrigida ha conquistato l’oro nei 3.000 e 5.000 metri, prima donna italiana a vincere nel pattinaggio di velocità.

Federica Brignone ha firmato una doppietta olimpica (gigante e super-G), come solo Alberto Tomba nel 1988. La sua è una storia che abbiamo vissuto con emozione.

Poi il primo oro della storia nel biathlon con Lisa Vittozzi. La prima medaglia a squadre nel pattinaggio di figura e la prima doppietta di ori olimpici nelle gare di doppio di slittino e il primo podio nel team relay. È arrivato il primo oro nella staffetta mista di short track e le prime medaglie di sempre nel freestyle con il bronzo di Flora Tabanelli nel big air e l’oro e l’argento di Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello ski cross.

Inoltre è arrivata la prima medaglia nella team sprint di sci di fondo con Elia Barp e Federico Pellegrino, senza dimenticare la bellissima storia di Pietro e Arianna Sighel, fratello e sorella entrambi a medaglia nelle rispettive staffette.

E non dimentico Roland Fischnaller, alla sua settima Olimpiade, l’azzurro con più partecipazioni ai Giochi Invernali.

L’Italia si colloca tra i primi quattro Paesi al mondo per numero di medaglie vinte, sommando i risultati di Parigi 2024 e di Milano Cortina 2026.

Siamo orgogliosi non solo delle imprese e dei podi, ma anche della partecipazione emotiva della gente, del coinvolgimento popolare, della crescente attenzione nei confronti dello sport, letto come leva di crescita e di coesione sociale. L'affetto che questi Giochi hanno generato negli italiani è un sentimento che resta dentro.

“Siamo condannati a vincere” non è più soltanto uno slogan. È una realtà costruita insieme.

Grazie a tutti!

 

Luciano Buonfiglio